venerdì, gennaio 14

Il 2010 è stato ancora l'anno dei libri in carta, il 2011?

L'anno appena concluso è stato molto interessante dal punto di vista delle letture effettuate. I libri di cui abbiamo parlato qui sono una parte di quelli letti, senza considerare quelli utilizzati per lo studio e quelli di scarso o nullo interesse.

Merita attenzione anche questo fenomeno che da poco più di un'anno ha invaso anche il nostro paese: quello degli ebook-reader e quindi degli ebook. La possibilità di leggere ebook in Italia è ancora molto limitata e se confrontata con l'offerta proposta ai lettori anglofoni è ridicola ma le grandi case editrici iniziano a muovere i primi passi verso l'aumento dei titoli disponibili.
L'ebook è sicuramente un mezzo molto pratico per agevolare la lettura durante gli spostamenti tipici di una vita sempre più incardinata sulla necessità di essere dinamici e mobili ma secondo me pecca in due fondamentali caratteristiche: primo l'eventuale e progressiva sostituzione dei volumi di carta con qualche megabyte ha una dura ricaduta sulle nostre librerie, belle non perché siamo dei viziosi intellettualodi ma per la bellezza di andare a riguardare i dorsi dei libri letti e magari rileggerli, spostarli, sfogliarli e tutto quello che una cartella asettica salvata sul nostro desktop non può interpretare. 
Secondo punto negativo è il costo: spesso si risparmiano pochissimi euro per l'acquisto di un volume in ebook piuttosto che una copia bella e rilegata e questo rappresenta sicuramente un punto critico per la radicata concezione di possesso fisico dell'oggetto che ovviamente va a discapito di queste nuove forme di diffusione multimediale.

Prima che l'ebook in Italia diventi un'abitudine di massa passerà ancora del tempo, speriamo non troppo, e rimaniamo aggiornati, certo è che le migliaia di autori o sedicenti tali, potranno in questo modo, senza costi di stampa e distribuzione, raggiungere un ampio pubblico e diffondere così la propria fatica, sempre che ne vagla pena.

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